A nove mesi dall’insediamento di Donald Trump, i mercati si sono abituati a non sfidare più le sue decisioni, diventando “Trump-centrici”. Le politiche fiscali e commerciali USA spingono le aziende a rimpatriare capitali e ad accettare persino auto-dazi. Tuttavia, con i multipli elevati e il rischio di inflazione, De Michelis invita alla cautela: per gli investitori europei è fondamentale diversificare, mantenere liquidità e guardare anche a obbligazioni, difesa e infrastrutture. In caso di turbolenze, lo yen potrebbe fungere da bene rifugio.
Fonte: lastampa.it